battiscopa

Quale battiscopa scegliere

Se spesso la scelta del parquet è il risultato lungo di una serie di riflessioni e dubbi, non altrettanto agevole è la scelta del battiscopa da abbinarci.

Innanzitutto una premessa. Spesso i clienti mi chiedono se il battiscopa sia necessario. La risposta è SI, assolutamente sì. A meno che non si adottino soluzioni molto complesse e laboriose che prevedano la realizzazione di un idoneo scasso perimetrale nelle pareti in cui inserire il parquet.

L’idea dello scasso perimetrale non mi trova tra i fan più accaniti per vari motivi: deve comunque essere ampio in considerazione del fatto che il legno è potenzialmente soggetto a crescita in ogni direzione anche nello spessore, è quindi una soluzione comunque a rischio che si creino punti di contatto e quindi di tensione sul parquet e richiede l’intervento di un muratore bravo.

Nel 99% dei casi (e forse di più) la scelta del parquet comporta anche la scelta (e poi il montaggio) di un battiscopa. Nella scelta del battiscopa vige, a mio modesto avviso, la seguente regola: il battiscopa deve essere quanto più simile al parquet oppure deve essere quanto più simile alle porte interne (soprattutto quando le porte sono laccate). Tertium non datur.

La prima scelta prevede che si utilizzi un battiscopa nella stessa essenza del parquet e che si vada poi a colorarlo con la stessa tinta usata sul parquet.

La seconda invece prevede che si utilizzo un battiscopa in un’essenza adatta alla laccatura, ad esempio il noce tanganica, e che questa essenza sia laccata allo stesso colore delle porte. Per semplicità i colori sono codificati per convenzione con un codice. I più diffusi codici sono i codici RAL e i codici Pantone. Noi utilizziamo i codici RAL. Nel 90% dei casi le porte interne sono al momento in varie tonalità di bianco e i RAL più diffusi sono il 9010, il 9016, il 1013, il 9001.

In realtà, ci sarebbe anche una terza possibilità ed è una soluzione interessante per coloro a cui il battiscopa proprio non piaccia. La soluzione è quella di scegliere un coprifilo quanto meno invasivo possibile, ad esempio un basolino, un quarto di cerchio o un battiscopa comunque basso, e tingerlo con lo stesso colore della parete o della balza colorata della parete, in modo tale che scompaia alla vista.

Una volta scelto l’indirizzo, restano da scegliere le misure e il profilo.

Per quanto riguarda le misure, esse sono essenzialmente due: lo spessore e l’altezza. Lo spessore è quasi obbligato: una corretta posa del parquet, soprattutto flottante, richiede un battiscopa di spessore 13mm che sia sufficiente per coprire uno spazio di dilatazione perimetrale di 8-10mm. L’altezza invece è variabile e dipende dal gusto del cliente. Si può andare da un basolino di 9mm a un battiscopa alto 120mm o anche più. Premesso che una cornice molto piccola ha l’inconveniente di perdere la funzione di salvaguardare il muro durante le operazioni di pulizia ordinaria, le altezze più comuni sono 50mm e 80mm, altezze non particolarmente impattanti ma sufficienti per proteggere la parete e per coprire eventuali imperfezioni nelle rifiniture della stessa. Negli ultimi anni sempre più si sono diffusi battiscopa di altezza maggiore, da 100mm a 140mm, spesso con lavorazioni particolari che ricordano le modanature delle boiserie parigine o Old England.

Per quanto riguarda il profilo, i più comuni sono il profilo classico a becco di civetta, che rende più difficile alla polvere di accumularsi sulla parte superiore, e il profilo dritto, che ha un look più moderno e contemporaneo e che si adatta meglio alle forme dei coprifili ordinari delle porte. Come si diceva prima, i battiscopa alti spesso hanno invece modanature particolari (profilo Ducale, Gran Ducale, Liberty…), Quello nella foto di corredo a questo articolo ne è un classico esempio. E’ un battiscopa con profilo Gran Ducale alto 120mm e laccato bianco.

Per ultimo, è doveroso un discorso riguardo la posa. Se è vero che il parquet è bello se è posato bene, questo vale anche e a maggior ragione per il battiscopa. Una “bella” posa del battiscopa è molto importante, anche perchè una posa frettolosa o con scarsa cura è facilmente visibile anche per l’occhio più inesperto. Questo vale soprattutto per i battiscopa laccati, per cui è necessario un certosino lavoro di rifinitura che preveda la stuccatura del filo d’aria superiore e, se il parquet è incollato, anche del filo d’aria inferiore a contatto con il parquet e che preveda il taglio perfetto degli angoli e il ritocco di tutti i punti in cui si vedano il legno o i chiodini.

Una corretta posa del battiscopa quindi è frutto di un lavoro certosino che richiede cura, tempo e attenzione, lavoro che spesso e volentieri costa di più del battiscopa stesso.

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